Questo intenso e profondo contatto

collana

Stamattina mi sono svegliata che facevo quasi fatica a respirare, con te completamente sopra di me. Eri di schiena in una posizione buffa, totalmente sdraiato tra il mio collo e la mia testa. Dormiamo sempre vicini e non appena senti che mi allontano ti lamenti fino a quando mi senti di nuovo lì, con il mio calore che ti tocca. Sin dal primo giorno è stato così. Eri nato da poche ore, io ero stremata ed estasiata allo stesso tempo. Sei nato a casa e appena ti sei tuffato nel mondo ti ho preso e tenuto stretto a me per ore che si dilatavano oltre il tempo. Dormivi con la stessa espressione beata che avevi appena ti ho visto.
Ero affamata e allora ti ho posato dolcemente sul letto, accanto alla tua amata placenta. La tua nonna era di sotto con tuo fratello mentre preparava il pranzo. Sono scesa a mangiare la pasta con il suo sugo che aveva preparato per noi. Ho mangiato di fretta. Quei minuti mi sono sembrati un’eternità senza di te e credo anche per te perché quasi subito mi hai chiamata con quei versetti fatti di quel linguaggio che solo la mamma può capire. Ti ho subito raggiunto, ti ho guardato e ti ho stretto a me. Mi si è stretto il cuore. Chissà come ti eri sentito spaventato senza di me. In quel momento ho capito di cosa avevi bisogno. In qualche modo mi hai comunicato che non volevi essere mai lasciato. E il tempo lo ha dimostrato.
Ti ho tenuto sempre con me, di notte e di giorno, qualsiasi cosa facessi. Eravamo una cosa sola.

Solo dopo il tuo primo anno mi hai fatto capire che eri pronto per stare anche un po’ da solo con papà e allora, un pochino alla volta, hai stretto il tuo legame con lui per aprirti al mondo. Per me quel lasciarti andare sempre un po’ di più è stato gioia e malinconia contemporaneamente. Ma che felicità vederti avanzare nel tuo sviluppo!

Ora dormi qualche ora da solo quando la sera ti metto a nanna nel nostro lettone gigante e ti addormenti al seno. Nel frattempo io mi rilasso un po’ magari guardando un film, leggendo, scrivendo o passando del tempo con papà. Ma poi, quando mi chiami per la poppata di mezzanotte, corro da te, felice di addormentarmi con la mia guancia sulla tua testolina profumata d’amore. Non so dire come dormo e quante volte mi sveglio perché ti svegli e mi cerchi, ti muovi, ti metti sopra di me, mi tiri i capelli e mi accarezzi con quelle tue dolci manine, ma so che mi sveglio fisicamente a pezzi ma felice. E mi sorprendo perché non avrei mai pensato che proprio io che ho così bisogno dei miei spazi, sarei riuscita a dormire e a fare tutto con un esserino costantemente appiccicato a me notte e giorno.
Eppure ora comprendo che questo intenso e profondo contatto tra noi non fa bene solo a te, ma anche a me perché come mai prima mi fa sentire il calore di quell’amore incondizionato che si radica in me giorno dopo giorno lasciando nel mio cuore la consapevolezza che infondo, quello che cerchiamo è proprio un contatto profondo e che i propri spazi non li si conquista con il distacco come potrebbe sembrare ma con un ordine interiore. Un ordine che mi fa pensare alle perline di una collana, unite dallo stesso filo, ma libere di muoversi una accanto all’altra. E ciò che fa di un insieme di perline una collana è proprio l’unione e il contatto tra loro.


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