Crescere un figlio è un atto di fiducia che richiede attenzione e consapevolezza.

IMG_20150516_182803Per crescere con i nostri figli è importante che anche noi genitori prendiamo consapevolezza dei nostri “contenuti interiori” affinché questi non condizionino negativamente il nostro sforzo educativo. Nessuno nasce genitore esperto e non è certo facile fare i conti con i propri irrisolti e i propri limiti, ma è sicuramente un percorso necessario per il benessere di tutti.

I nostri figli non ci chiedono di essere perfetti, infallibili o incrollabili, ma di essere presenti. Presenti come guide, come custodi rispettosi della loro crescita e come specchi autentici in cui potersi conoscere e scoprire.

Questi bambini ci mettono molto alla prova e ci spingono a non fermarci davanti alle nostre convinzioni. Spesso con il loro arrivo stravolgono completamente il nostro mondo per farci capire che crescere un altro essere umano è un atto di fiducia che richiede estrema attenzione e consapevolezza.
E ce lo fanno capire attraverso i conflitti e le problematiche che possono emergere, ma anche attraverso una quotidianità fatta di messaggi preziosi da riconoscere, provenienti dai loro gesti e dalle loro richieste.

Ma se siamo distratti e inconsapevoli di ciò che sta accadendo dentro di noi e in loro, rischiamo di perdere la connessione profonda e necessaria ad instaurare un legame educativo efficace.

Allora dobbiamo fermarci, osservare e chiederci: cosa mi sta dicendo mio figlio? Di cosa ha veramente bisogno? Sto proiettando su di lui un mio irrisolto e per questo reagisco in questo modo? Quali sono le mie emozioni e i miei pensieri? In questo momento sono un esempio coerente dei valori che voglio trasmettergli?

Un bambino per crescere felice ha bisogno di essere amato, accolto e rispettato per quello che è, e non per ciò che vorremmo che fosse. Sembra una cosa scontata ma non lo è affatto. Quante volte, senza nemmeno rendercene conto, usiamo dei ricatti e facciamo passare un messaggio pericoloso dicendo per esempio: “se fai così sono contenta!”, “se ti comporti bene potrai avere ciò che desideri”, “se vai bene a scuola sono orgogliosa di te”, “se non ti vesti non andiamo al parco”, ecc…?
Non lo facciamo con cattive intenzioni ovviamente, ma perché siamo condizionati a farlo. Siamo stati cresciuti così, con i ricatti e dovendo dimostrare di valere e di essere degni di essere amati.

La pedagogia nera, basata su questi sistemi di condizionamento, ha purtroppo avuto un’influenza molto forte sul modo di crescere ed educare i bambini.

I nostri bambini però, hanno bisogno di essere amati incondizionatamente, ovvero di sentirsi accolti in tutto il loro essere e di sapere che qualsiasi cosa faranno non perderanno mai l’amore dei loro genitori. Hanno bisogno di essere educati attraverso il dono disinteressato di chi se ne prende cura e non attraverso la paura e il potere dell’adulto. Crescere un bambino attraverso la paura utilizzando il ricatto affettivo o la punizione lo porterà ad avere profonde difficoltà ad instaurare legami sociali in quanto cercherà di evitare l’attaccamento per paura di subire ancora la negazione dell’amore.

Un’educazione empatica è l’unica via che possa veramente permettere lo sviluppo del potenziale umano insito in ogni bambino e che considera quest’ultimo non come un soggetto da plasmare ma come un individuo libero e con una sua dignità che merita rispetto.


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