Il cerchio della fiducia

fiduciatrafratelliQualche giorno fa, mentre stavamo pranzando ho avvisato mio figlio Nathan che se rientrando da scuola non ci avesse trovato a casa, saremmo comunque arrivati presto in qualche minuto, dato che dovevamo andare ad un appuntamento e poteva capitare che arrivassimo proprio a quell’ora o con qualche minuto di ritardo a causa del traffico tremendo che c’è a quell’ora. Avevo preso quell’appuntamento ad un orario che mi dava abbastanza la certezza di tornare in tempo ma gli imprevisti possono sempre capitare, così ho preferito avvisarlo. Anche se fosse capitato che dovesse aspettare 5 o 10 minuti non era una tragedia. Abitiamo in un luogo tranquillo e avrebbe potuto benissimo aspettare nel cortile o al parco lì vicino. Era già capitato che arrivasse prima lui di qualche minuto.

Quel giorno però mi ha risposto con una richiesta: “Mamma perché non mi lasci le chiavi di casa? Così se non ci siete posso entrare”.

Eh, non che non ci avessi mai pensato…

Nathan ha quasi 11 anni e certe responsabilità, come gestirsi le chiavi di casa, sono adeguate alla sua età. Fino a quel momento però non lo ritenevo ancora pronto perché anche se è un bambino coscienzioso, ha spesso la testa un po’ per aria e questa cosa mi portava ad aspettare ancora un po’ il momento in cui l’avrei visto un po’ più sicuro.

Ma ora la richiesta era arrivata da lui, manifestando il suo bisogno di fiducia e indipendenza. Era pronto per un passo avanti nella sua crescita.

Non potevo ignorare quella richiesta così importante. Così ho deciso di acconsentire e dargli le chiavi.

Porgendogliele e guardandolo gli ho detto con un sorriso: “Mi fido di te, so che saprai averne cura.”

E così infatti ovviamente è stato. Era felice ed eccitato non tanto per le chiavi o perché sarebbe potuto entrare in casa da solo, ma perché sentiva di essere diventano un po’ più grande. Le chiavi erano il simbolo di una sua conquista.

Oggi è successa un’altra cosa che è stato meraviglioso osservare. Durante la pausa pranzo, Nathan stava giocando con suo fratello di due anni con due macchinine a cui dà particolare attenzione, un po’ perché ci tiene molto e un po’ perché sono abbastanza delicate. Nel momento però in cui si doveva preparare per tornare a scuola, ha ripreso le sue macchinine e si è diretto verso le scale per riportarle di sopra in camera sua.

Ed ecco le urla disperate del fratellino che protestava! “miaaaaaaaa”

A questo punto Nathan si è fermato, è tornato indietro, ha guardato teneramente suo fratello, gli ha dato una delle macchinine e gli ha detto: “tieni, te la lascio, mi fido di te.”

Non so quel gesto chi abbia fatto più felice dei due.

Anche il fratellino aveva ricevuto un po’ della sua conquista.

Vi ho raccontato questo piccolo aneddoto per ricordarmi e ricordarci quanto è importante ascoltare i nostri figli cercando di capire sempre quale bisogno c’è dietro ad una richiesta e quanto la fiducia che diamo loro gli permetta di crescere sicuri, indipendenti e più sensibili anche ai bisogni degli altri.

L’indipendenza è come un ingrediente essenziale che viene aggiunto gradualmente e in dosi giuste nel proprio bagaglio interiore ed ogni bambino sa come questo debba avvenire. Dobbiamo solo fidarci di loro dandogli la possibilità di mettere liberamente alla prova le loro competenze man mano che si mostrano pronti per farlo.


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