Il piccolo Eric

Oggi il piccolo Eric era a casa con mamma e papà e desiderava andare fuori a giocare, così sono usciti tutti e tre per andare al parco vicino casa. Era una domenica mattina ancora fresca nonostante il caldo degli ultimi giorni.

Arrivati al parco Eric nota subito che c’era un altro bimbo che stava giocando sul castello, quello di legno con lo scivolo. Si stava proprio divertendo un sacco! Lì con lui c’era la sua mamma che lo guardava e sorrideva contenta.

La mamma di quel bimbo e il suoi genitori iniziano a parlare. Eric ha quasi due anni e mezzo e capisce tutto quello che dicono. Anche se alcuni discorsi sembrano difficili, coglie molte cose di quello che stanno dicendo. Ora mamma e papà parlano di lui, ma in un modo che rende Eric un po’ triste.

bimbo soloNon avrebbe voluto che mamma e papà fossero delusi di lui, ma lo dovevano essere di sicuro visto che continuavano a dire quanto quell’altro bimbo fosse bravo a scendere dallo scivolo, a calciare la palla e ad andare sull’altalena, mentre lui se ne stava lì immobile e imbronciato. “Sei un fifone” continuava a dirgli papà. “Guarda quel bimbo com’é bravo, perché non vai sullo scivolo anche tu?” , “sei proprio brutto quando fai quella faccia” gli ripeteva la mamma. E lui, si faceva sempre più piccolo e imbronciato. Non sapeva perché ma non riusciva a muovere un passo. Avrebbe tanto voluto andare a giocare con quel bimbo poco più piccolo di lui ma si sentiva come paralizzato. Si sentiva anche triste perché avrebbe tanto voluto che anche mamma e papà fossero sorridenti e felici con lui come sembrava esserlo la mamma di quel bimbo.

Eric, deluso, fa capire che se ne vuole andare. “Casa”, dice piano piano, e si dirige al cancello. I suoi genitori farfugliano qualcosa e un po’ scocciati gli chiedono di tornare a salutare il bimbo che per di più era stato così gentile da fargli vedere le sue macchinine. Eric si avvicina timidamente e gli fa ciao con la manina. I genitori non contenti gli chiedono di tornare dal bimbo e salutarlo per bene. Eric torna dal bimbo e ancora lo saluta con la manina e un dolce sorriso. Mamma e papà, non ancora soddisfatti gli ripetono in modo insisente di salutare bene,“Ti hanno mangiato la lingua?” gli chiede papà? Eric si sentiva davvero confuso. A quel punto interviene la mamma del bimbo dicendo che li aveva salutati, salutando a sua volta.

Eric, mamma e papà se ne vanno, ma nel cuore del piccolo Eric rimane una tristezza che nessuno sembra comprendere. Cosa aveva lui che non andava? Forse mamma e papà non gli volevano così bene perché non era abbastanza bravo come gli altri bambini?

Ora queste domande non erano ben chiare, ma ben presto avrebbero iniziato a farsi strada dentro di lui alimentando la certezza di non essere abbastanza.

Eric aveva tanta voglia di giocare e divertirsi, soprattutto quando c’erano altri bimbi, ma specialmente in quelle situazioni succedeva che anziché andare a giocare spensierato, si bloccava e rimaneva lì, spaesato e timoroso.

Chissà se mamma e papà un giorno si sarebbero accorti di tutte le cose che sapeva fare. E chissà se avrebbero smesso di confrontarlo con altri bambini per guardarlo veramente senza giudicarlo. Chissà se avrebbero capito che certe parole fanno tanto male e rimangono impresse nel cuore per sempre.
Infondo lui non desiderava altro che essere amato semplicemente per come era e potersi divertire facendo ciò che gli piaceva.

Intanto Eric cresceva, e con lui, un profondo disagio a stare con gli altri.


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