Cosa voglio veramente?

sognare il futuro“Voglio aiutare gli altri”.

Questo era quello che rispondevo da ragazzina quando mi chiedevano cosa avrei voluto fare da grande. Ma allora non sapevo bene in che modo lo avrei fatto. Ho scelto di studiare scienze dell’educazione spinta da questo desiderio ma la verità è che l’università e tutti gli studi intrapresi non mi hanno dato quello che cercavo. Quello di cui avevo bisogno per realizzare il mio desiderio in realtà era da sempre dentro di me. Non dico che gli studi siano sempre inutili ma spesso riponiamo in essi e nei titoli conseguiti troppa importanza!

Ognuno di noi nasce con la sua vocazione, con un suo progetto e con dei doni unici da donare al mondo. È come se dentro di noi avessimo un programma da seguire e che ci dona quelle funzionalità che ci servono per svolgere il nostro compito. Un programma che non impariamo in nessuna scuola, ma che fa parte delle competenze che possediamo da sempre. Spesso servono degli eventi particolari per risvegliare quel programma. A volte anche un percorso sbagliato ci fa capire quello che in realtà vogliamo veramente e per cui siamo nati.

Spesso invece quel programma è in azione sin da subito ma ci servono alcune esperienze per prenderne consapevolezza.

Io, del mio, ne avevo consapevolezza già da piccola ma mi sono servite alcune esperienze per capire come funzionava veramente e che non mi servivano le teorie che ho studiato per sentirmi legittimata ad usarlo.

Perché diamo più valore ad un titolo di studio anziché alle nostre doti innate? È per questo che si fanno tanti errori!

Spesso ci nascondiamo dietro a titoli ed etichette perché ci fanno sentire in diritto di esercitare un certo potere o determinate qualità. Ma in realtà le nostre vere competenze emergono in modo spontaneo nell’esperienza diretta.

Quell’esperienza che incontriamo nella nostra vita è richiamata dalla nostra vocazione. Non è mai un caso quello che sperimentiamo: è sempre ciò di cui abbiamo profondamente bisogno per accrescere le nostre capacità e prendere consapevolezza di quello che c’è dentro di noi.

Per quanto mi riguarda, è stato solo con la nascita dei miei tre figli che ho compreso molte cose. Osservandoli e crescendo con loro mi sono resa conto che nulla di quello che ho studiato mi è stato utile. Giorno dopo giorno i miei figli mi hanno fatto accorgere che quello che mi serve è tutto ciò che ho dentro di me.

Dopo ogni gravidanza, con l’arrivo di quei piccoli grandi esseri venuti da chissà dove, sentivo che una creatività sempre più profonda stava aprendo la mia mente verso nuove possibilità e le mie mani fremevamo per concretizzarle.
Ho compreso che qualunque sia la nostra vocazione, tutto ciò che facciamo è un mezzo per realizzarla e che la creatività è una chiave ed una risorsa indispensabile.

Se per esempio siamo persone che hanno una vocazione profonda nel portare gioia intorno a sé, non importa se vendiamo gelati o facciamo il coach per una squadra sportiva, perché qualunque sia il mezzo, lo scopo rimane lo stesso. Invece, abbiamo imparato che lo scopo è il mezzo, ovvero il lavoro che svolgiamo. Invece questo altro non è che uno strumento per donare il tesoro che portiamo dentro e di cui il mondo ha necessità.

È questo che dobbiamo scoprire.

La creatività mi permette di donare al mondo le mie qualità in modi diversi e sempre nuovi. Modi che non posso imparare su nessun libro e da nessun altro che me stessa.

E questa consapevolezza è una delle cose più preziose che vorrei trasmettere ai miei figli.

Oggi credo che ad un bambino non serva altro che la possibilità di esprimere liberamente e creativamente sé stesso, senza rinchiudere la sua mente in teorie o nel passato. Tutto quello di cui ha bisogno è nel suo presente, nella sua esperienza. Il resto emergerà spontaneamente lungo il suo cammino. Un cammino che gli mostrerà le infinite possibilità che ha di donare i suoi talenti e di sperimentare sé stesso.

Nella foto sopra ho 18 anni e lo sguardo sognante che ogni adolescente ha mentre immagina il suo futuro.
Uno sguardo che noi adulti abbiamo il compito di proteggere e non condizionare sin dall’infanzia.


Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...