Perché perdiamo la pazienza e ci arrabbiamo con i nostri figli?

rabbiaPerché a volte i nostri figli hanno la capacità di farci perdere la pazienza e tutti i buoni propositi?

È molto semplice: perché sono più liberi di noi!

Spesso si pensa che iniziano a manifestare la loro volontà solo verso un anno e mezzo-due, ma in realtà la loro volontà si manifesta dal primo istante in cui vengono al mondo. Attraverso il pianto per esempio, cercano di farci capire cosa vogliono e ciò di cui hanno bisogno. Man mano che passano le settimane, se li osserviamo, vediamo chiaramente come in loro ci sia una volontà che cerca di attuarsi attraverso il corpo. Quelle manine che vorrebbero già toccare e afferrare. Che gioia quando finalmente ci riescono! Quel corpicino che si agita tutto e freme per inseguire l’intenzione di esplorare. Quel richiamare la nostra attenzione con versetti e vocalizzi!

Insomma, il bambino già dal suo primo giorno manifesta la sua volontà, solo che verso i due anni può finalmente farsi capire meglio attraverso le competenze che ha acquisito. Riesce a imporsi di più perché è un po’ più autonomoe capace di opporsi.

E allora, perché spesso perdiamo la pazienza quando fanno i “capricci”  o si intestardiscono nel fare qualcosa che non ci va bene?

Perché come dicevo, sono più liberi di noi.

Noi adulti nel tempo abbiamo via via acquisito degli schemi comportamentali molto condizionanti che ci hanno fatto diventare in un certo modo. Siamo in un certo senso stati limitati imparando che “questo non si fa” e che “quell’altro non si può”. Chi più, chi meno.
E di questo ne abbiamo sofferto. E anche molto.

Il bambino invece nasce con il desiderio e la necessità di essere libero, di poter fare liberamente le sue esperienze.

E invece l’adulto che fa? Interferisce continuamente dicendogli cosa deve o non deve fare. Va bene intervenire nei casi di pericolo, ma non raccontiamocela, il nostro intervento spesso oltrepassa il necessario!

Allora capita che, quando i nostri figli si arrabbiano e si ribellano ai limiti che vorremmo imporgli, noi perdiamo le staffe!
Perché dentro di noi, c’è ancora quel bambino che eravamo, che non è stato ascoltato ed è ancora arrabbiato per gli stessi motivi! Quel bambino che non ha avuto abbastanza spazio per arrabbiarsi e far valere la sua volontà.

Quando l’opposizione di nostro figlio ci fa arrabbiare è il bambino dentro di noi che esprime la sua rabbia per non essere stato ascoltato o per essere stato limitato ingiustamente.
Prima di comprendere il bisogno di nostro figlio, dobbiamo capire quello del bambino dentro di noi che emerge in quelle situazioni. Quella rabbia proviene dalla nostra infanzia.
Se per esempio ci arrabbiamo per il disordine è perché probabilmente a noi non è stato concesso di viverlo.

Facciamo un altro esempio semplice.

È ora di andare a letto ma nostro figlio non vuole mettere il pigiama. Scappa e fa il diavolo a quattro per non metterselo. Vuole continuare a giocare. Ed ecco che, dopo l’ennesimo tentativo fallito, la rabbia sale e la pazienza viene meno…
Che fare allora?

Innanzitutto prima di reagire fermiamoci un attimo e con un respiro profondo cerchiamo di riconoscere questo meccanismo e metterci nei suoi panni e pensare a quando eravamo piccoli noi. Nemmeno noi volevamo andare a letto, eppure, per la maggior parte di noi, non c’erano molto da ribellarsi!
(In queste situazioni fermarsi per un respiro è fondamentale per riuscire a non reagire e poter guardare la situazione con maggior lucidità.)

Proviamo a tornare bambini e a vivere insieme quel momento. Proviamo ad essere liberi e perché no, a divertirci e a seguire nostro figlio e dicendo: “nemmeno io ho voglia di andare a letto, giochiamo ancora un po’!” (Lo so… lo so che in realtà avremmo solo voglia di cadere sul divano per riposarci ma sforziamoci di entrare in contatto con il bambino dentro di noi.)

Lì ci accorgeremo che qualcosa sta accadendo. Dentro di noi un senso di gioia alleggerisce ogni cosa, anche la nostra stanchezza! In quel momento abbiamo concesso la libertà a nostro figlio di prepararsi per la nanna a modo suo e abbiamo reso giustizia anche al bambino dentro di noi.

Che sorpresa poi quando qualche minuto dopo sono proprio loro a dirci “adesso nanna!” o quando accettano ben volentieri di prepararsi.

Non ci voleva tanto, solo qualche minuto per essere bambini insieme.

I nostri figli sono più saggi di quanto immaginiamo.

Essi non solo danno voce a loro stessi, ma anche al bambino dentro di noi. Se siamo consapevoli di questo, vivremmo quei momenti diversamente, con più comprensione non solo verso i nostri bambini, ma anche verso noi stessi.

Proviamo ad empatizzare con loro, ascoltando quella rabbia per non aver potuto essere liberi di sperimentare come volevano, ricordandoci che le nostre reazioni dipendono solo dai nostri vissuti. Chissà che il nostro modo di educare possa cambiare, liberarsi anch’esso dai limiti che scopriremmo non essere poi così necessari.

Chissà che sia possibile vivere la nostra quotidianità con i nostri figli in modo più spensierato, libero e divertente.

Permettiamoci di essere quei bambini che ancora desiderano essere liberi e permettiamo ai nostri figli di esserlo.

Un individuo libero è capace di accettare i limiti veramente necessari perché gli è stato concesso di osare.


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